Certo, non necessariamente tutti i vincoli aiutano a migliorarsi, ad esempio nei centri storici di alcune città, “ZTO A” dove, ad un numero altissimo di edifici simili ma senza nessun valore storico,artistico e architettoni co, il numero di autorizzazioni, obblighi, pareri, etc… non consente alla committenza di investire e perche no di speculare, per la scarsa convenienza economica l’alto rischio in termini di sicurezza dei cantieri, gli alti costi della logistica. Forse sarebbe il caso di stabilire una volta per tutte, quali sono gli edifici da vincolare, concedendo per gli altri un premio di cubatura (vedi corti, cortili interni e sottotetti) che giustifichi l’intervento del privato che pur mantenendo i paramenti esterni per il decoro urbano, (vedi antica commissione d’ornato) giustificherebbe il suo intervento con il giusto rientro economico.
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Bologna design week-Kavolo e Sanpietrino
DAL FUORI SALONE DI BOLOGNA DESIGN WEEK http://www.the-bside.it/kavolo-sanpietrino/ KAVOLO & SANPIETRINO KAVOLOLO CHE TAVOLO! …………..tre gambe in legno massello con essenze che si alternano seguendo il marmo, contrapposte, 0°/45°/90°, …un “GAMBO QUADRO” in bianco di carrara che si ripete su tutte le configurazioni e tipologie di finitura del piano per caratterizzare la sua Italianità, un telaio ad angolo in acciaio inox o cor-ten tagliato con funzione di traliccio di collegamento tra le gambe e il “GAMBO” fissato con viti fresate da 6mm a testa cava, il piano in unica lastra da 20mm. KAVOLO CHE TAVOLO! SANPIETRINO come essere colpiti da un SaMpietrino. In questo caso l’oggetto non “colpisce” come corpo contundente ma per la sua eleganza! il nome evoca porfidi e pietre dalla forma spigolosa ma Lui sa come essere apprezzato, saMpietrino non ha il classico sifo...
LE FORME I SIMBOLI E GLI STAMPINI DA SPIAGGIA. Sono un tipo curioso, e sono per il FARE più che per il PARLARE comunque cerco di continuo il confronto e di capire le motivazioni degli uni e degli altri e sono sempre pronto a ricredermi e a tornare sui miei passi, ma da alcuni anni, ho preso una posizione critica nei riguardi di tutti coloro che si piangono addosso e bla bla….. non c’è più spazio per l’architettura, bla bla..... non c’è più una committenza, bla bla........ il pubblico il privato……..e via a spellarsi le mani a questo o a quel congresso compiacendosi di trovare tanta gente che come loro è alla ricerca delle ragioni ( mal comune mezzo gaudio ) dell’incapacità di trovare una committenza che gli consenta di esprimere le loro professionalità. Intanto dovremmo stabilire cosa si intende per buona architettura, forse il diligente compitino copiato, dell’architetto trendy, che slegato dal luogo, usa gli stampini come sulla spiaggia cercando di emulare ( siamo ormai al manierismo...
























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